Trenta candeline per Claudio [cose mie]
E così, ho trent'anni. Trenta, eh, badate bene. Che sembra un numero gigantesco, come per dire: sei un Uomo, ormai, non si scappa! Ho iniziato l'anno tornando a casa dei miei come un immaturo bambino spaventato dal suo stesso crescere. Ma ho trent'anni, da una decina di giorni, e sto facendo del mio meglio. Per crescere, per affrontare i problemi da uomo.
Cosa significherà mai essere uomo lo scoprirò, prima o poi? Per adesso mi limito ad assaporare il potere del dialogo piuttosto che quello delle porte sbattute, delle parole piuttosto che dei silenzi. E guardo Fabio che ha una strada, un mestiere, uno scopo mentre io vacillo nel trovarli, cambio spesso direzione, dalla laurea che non mi ha portato a un impiego, allo sport che non mi ha portato alle Olimpiadi mi trovo a trent'anni a non sapere ancora chi sono, qual è il mio ruolo nel grande caos dell'umanità.
Non ho dei rimpianti. Ho scelto Fabio ormai otto anni fa, quando ho deciso che lui era la mia meta, lui e la sua salvezza, la sua redenzione. Mi sono impegnato con tutto me stesso, così come lui ci ha messo del proprio, e insieme abbiamo costruito la vita che tanto desideravo e che era diventata, per mia fortuna, anche il suo obiettivo. Ora mi trovo in questa casa stupenda che abbiamo progettato e voluto così intensamente, Fabio mi dorme tra le braccia con la sua dolcezza indescrivibile, e non nego di essere soddisfatto.
Soddisfatto ma allo stesso tempo consapevole di dovermi ancora compiere come uomo, trovando una via da seguire, una professione nella quale io voglia realizzarmi. Per questo ho sbattuto le porte, per questo sono andato via cercando di rifugiarmi in un'infanzia tuttavia terminata: perchè è sempre facile imputare ad altri le nostre colpe, è stato facile accusare Fabio della mia frustrazione, ma ho capito riflettendo che lui è la parte più bella della mia vita, e l'unico che può far migliorare la parte restante sono io.
Claudio




by Fabioeclaudio | categoria:
Le relazioni finiscono, le coppie si lasciano, i rapporti si interrompono. Qualche volta rimangono contatti sporadici, telefonate per il compleanno e un biglietto per Natale, affetto residuo, ricordi positivi come negativi. La perdita dovuta alla fine di un amore viene elaborata e ci si abitua alla sua idea, si convive con essa fino a non soffrirne nemmeno più.