Paternità [cose nostre]
I tuoi occhi brillano quando ti alzi dalla scrivania e mi dici: Elasti e B. diventeranno tri-mamme! Lo impariamo un po' tardi, presi come siamo dalla vita quotidiana. I tuoi occhi brillano, ma riconosco quella rassegnazione che contengono sempre quando si parla di mamme, di papà. Tu che sei lo zio migliore del mondo, eppure so che non ti basta, mi chiedo come ti basterò io, io soltanto, per tutta la vita.
Saresti un ottimo padre; sei così pieno di amore, di fiducia verso il prossimo, verso tutto quello per cui io l'ho persa da troppo tempo ormai. Se non fossi così onesto, verso te stesso e verso gli altri, saresti uno degli uomini che pur omosessuali si sposano, tanto desiderano costruire una famiglia, avere dei figli.
Ma se anche pongo in secondo piano la legislazione italiana, che di certo non sarebbe disposta a tutelarti, io stesso sarei un ostacolo: io che non ho avuto un padre, o meglio, non un modello paterno a cui riferirmi; io che non me la sentirei di assumermi la responsabilità di crescere un essere umano nuovo, incontaminato, perchè sono stato troppo contaminato io.
Io che mi trovo bene così, ad essere uno zio acquisito part-time, quando ti lasciano a fare il babysitter per tuo nipote.
Io che ho trovato te, ho avuto l'immensa fortuna di incontrarti, di provare il tuo amore che ogni giorno penso di non meritare; io che ogni giorno vorrei chiederti scusa per tutte le mie mancanze, i miei vuoti, e ringraziarti per come li riempi.
Fabio