Perdere l'amore [cose mie]
Le relazioni finiscono, le coppie si lasciano, i rapporti si interrompono. Qualche volta rimangono contatti sporadici, telefonate per il compleanno e un biglietto per Natale, affetto residuo, ricordi positivi come negativi. La perdita dovuta alla fine di un amore viene elaborata e ci si abitua alla sua idea, si convive con essa fino a non soffrirne nemmeno più.
Quando uno dei partner muore invece l'elaborazione di un rapporto finito è traumatica e resta un vuoto incolmabile, una rottura alla quale non ci si adatta.
L'amore è lo stesso sentimento in ogni rapporto; il modo di innamorarsi è sempre differente.
Il mio amore per Andrea era infantile, forse ancora adolescenziale, di sicuro tossico e malsano, fatto di terze persone a cui non abbiamo rinunciato per egoismo o per una dose. Un modo che ora dal rispettabile trentacinquenne che sono diventato definirei sbagliato se me lo raccontassero, ma allora era tutto quello che avevo, l'unico modo in cui potevo amare erano scopare il suo corpo contro a un muro e le siringhe che gli guidavo in vena quando gli tremavano le mani.
Poi ho pianto la sua morte pensando che con lui, con il modo che avevo di amarlo era morto ogni modo in cui avrei mai potuto amare qualcuno. Ho imparato più tardi che sbagliavo. Non nel modo di amare Andrea: quello era l'unico modo possibile, mi capite? Anche se sembra davvero sbagliato quando lo si sente raccontare.
Sbagliavo nella mia previsione. Ora so amare in un modo del tutto differente, che si basa sulla fiducia, sul rispetto, sulla fedeltà reciproca. Ora ho la reale possibilità di amare in un modo diverso, adulto, consapevole. Ma io ho scelto di amare Claudio, di condividere la vita con lui; e quando Claudio ha accettato la mia scelta era a sua volta consapevole che un amore chiuso da una morte, per quanto fosse malsano e tossico quest'amore, è un vuoto che rimarrà dentro per sempre.
Scusa, amore mio, per questi giorni.
Fabio




by Fabioeclaudio | categoria:
La domenica mattina, il risveglio a casa di Fabio e Claudio è sempre problematico. Claudio è iperattivo dalle otto e trenta circa, indipendentemente da quando si è addormentato il sabato notte. Fabio invece rimane arrotolato nelle coperte per altre tre ore, senza muoversi mai, con i gatti che gli si accoccolano contro la schiena facendo le fusa.