1.96.96 [post-it]
Oggi mi sono fermato a leggere per bene i quotidiani dell'ultima settimana e tra una notizia e l'altra -con le mani doverosamente nei capelli- ho pensato a tutti quei tanti, troppi bambini. E' un argomento per me sempre spinoso e doloroso da affrontare; mi sento ancora piccolo come allora, coperto da lividi cerotti e mercurocromo. Ecco: quel Fabio bambino non sa proprio ancora come se ne parla, allora vi consiglio la lettura di questo testo e già che ci siete anche l'ascolto di questa canzone, se vi capita. So che i testi non si leggono mai sui blog, ma se avete un attimo di tempo, fatelo per tutti quei tanti, troppi bambini e anche per me che sono ancora quel Fabio bambino.
E riflettete.
E tutti fermi in fila ad aspettare che scatti quel semaforo, avessi almeno la mia radiolina che sentirla e' uno spettacolo. E guarda che ti ho visto con le mani dentro il naso: sei romantico, e poi la stessa mano te la passi tra i capelli: sei fantastico. Ma quanti manifesti colorati, così grandi non li ho visti mai, che gambe deliziose, son le calze un po' velate, tu non le compri mai. Biscotti per l'infanzia, poveretta, carte igieniche lunghissime, sentissi come è morbida e ogni volta viene voglia di "cosare"...
E all' improvviso arrivi tu, un manifesto in mezzo agli altri, su quel faccino quanti pugni, quante botte ma lo sai che ti potevano ammazzare? Su babbo smettila di bere, non mi picchiare un'altra volta che ogni volta ho piu' paura e quando cerco di scappare non arrivo mai alla porta, mi raggiungi e sei una furia, non c'entro niente coi tuoi guai, non c'entro con i dispiaceri... Non ti ricordi ieri, che mi portavi al mare?
E siamo ancora fermi ad aspettare che scatti quel semaforo, avessi almeno la mia radiolina che a sentirla e' uno spettacolo e guardo il mio vicino e lì tranquillo, tramortito dal suo stereo e arrivano frequenze così basse che divento tachicardico...
Ma quanti manifesti colorati, cosi grandi non li ho visti mai, c'e' un brandy un po' speciale per un fico eccezionale, non me lo compri mai... E detersivi cosi' intelligenti che gli manca solo di parlare e macchine potenti e prestigiose che se non puoi... le puoi rubare.
E all'improvviso torni tu, un manifesto in mezzo agli altri, e hai un faccino cosi' triste che a guardarti dentro agli occhi ci si potrebbe vergognare. "Ma babbo non ho fatto niente, non mi picchiare un 'altra volta che ogni volta ho piu' paura, e ho paura ormai di tutto, di pensare e di parlare, ho anche paura di dormire, ma, giuro, quando saro' grande mi voglio vendicare: non mi ricorderò mai più che mi portavi al mare".
E finalmente ci muoviamo tutti, con te che mi vuoi stringere... Io sto pensando ancora a quel faccino, passa, se vuoi passare...
Ma quanti sono quei faccini e quanto sono disperati li senti piangere ogni notte e non c'e' mai nessuno che li aiuti, e tutti a dire: "Che vergogna!", ma tutti a chiudere la porta: "In fondo a noi cos'è che importa, il nostro bimbo e' qui che sogna!"... Ma per dio di là c'è un altro bimbo uguale che ha bisogno di sognare...
Magari un padre un po' diverso che lo porti un'altra volta al mare...
[Fabio Concato: 051-222525]
Fabio