Il Portico Dei Servi [cose mie]
Siamo stati a lungo assenti e ora, a causa del perduto allenamento forse, siamo bloggers fuori forma. In queste settimane avremmo voluto raccontarvi tanti momenti che però ora, nonostante siano impressi nei nostri ricordi, non ci sembrano più adatti da scrivere qui. Tranne il seguente.
Siamo stati a Bologna qualche giorno fa. Sono cresciuto in un paesino della provincia dove vivono ancora i miei più cari amici e nel capoluogo ho frequentato scuole superiori e corso di laurea. Le vie che tuttavia meglio conosco sono nascoste, circondano il centro storico avvolgendo la stazione ed una piazza dedicata ai Martiri. Per darvi un’idea ci si trovano distributori di siringhe sterili ai muri che accompagnano quelli di preservativi. Non sono diverse oggi da come le ricordavo; ma vederle in pieno giorno, lucido, fa assumere loro un aspetto più realistico, privo di deformazioni. Ho ricordi di portici avvolgenti, pavimentazioni a gobbe, che in realtà sono dovuti soltanto ad una mia passata alterazione percettiva.
Insomma, siamo stati a Bologna, le cui vie sono addobbate con luci natalizie e stracolme di mercatini. Il più famoso è quello della storica Fiera di Santa Lucia, proprio al di sotto del Portico dei Servi (nella canzone Eskimo anche Guccini la nomina). Una volta, come ancora tutti i bolognesi ricordano con nostalgia, erano banchetti di statue ed addobbi, oltre all‘immancabile stand dello zucchero filato; ora è una succursale del mercato della Piazzola, dove si vendono accessori etnici e braccialetti colorati. Mia madre quando ero molto piccolo mi ci portava con mia sorella, rappresenta uno dei miei rari allegri ricordi; è stata un’emozione risentire quell’aroma a riempire l’aria. Delle lunghe esposizioni di statuette rimangono un paio di banchetti, ed uno solo merita davvero un acquisto.
La scena che però davvero volevo raccontarvi è composta da un fuso di zucchero filato, un sacchettino di carta con le statuette di cui sopra, ed un bacio appassionato tra me e Claudio, con i volti impiastricciati di rosa, il sapore dolce sulla bocca e una totale noncuranza per i benpensanti con i volti contratti in smorfie di disapprovazione.
Io sono FELICE, e nessun estraneo ha il permesso di ferirmi.
Vi auguriamo entrambi di cuore uno STREPITOSO NATALE,
Fabio