Dopo una settimana di libero amore detto addio al gesso, siamo pronti a raccontarvi un altro po' di noi. Dove eravamo rimasti?... Scherzo^^...
Sei anni fa studiavo ancora e andavo a caccia di un lavoretto, per motivarmi prima della tesi. Chiedendo in giro mi dicevano tutti di un tipo strano che aveva bisogno di un assistente, ma che non aveva mai presentato richiesta ufficiale. Giravano voci sul suo conto, dalle più fantasiose a quelle che in effetti ho scoperto poi essere vere. Per informarmi andaii a un paio di conferenze tenute da questo "tipo strano" e già alla prima sapevo che quel lavoro doveva essere mio. C'era un magnetismo che dai suoi occhi sempre seri usciva dritto fino ai miei, che rimanevo estasiato ad ascoltare le sue argomentazioni come uno scolaretto che impara a leggere e sente la sua voce mettere insieme le sillabe corrette. Sembra banale, vero? Ma dagli occhi di Fabio sapevo, dal primo giorno, che quello era l'uomo con cui volevo passare il resto dei miei giorni.
Ero un ragazzo del tutto normale, prima di conoscerlo, con relazioni più o meno durature, nessuna che superasse i sei mesi, e lui non ci pensava proprio a riconoscere in me qualcosa di speciale. Mi assunse perchè ero l'unico ad essersi proposto, ad aver insistito anzi, ma senza rivolgermi parola più che per dei comandi freddi. Io assimilavo ogni dettaglio e vivevo per quelle ore, mentre lui assisteva Andrea e dopo la sua scomparsa perdeva completamente la testa.
Ero spettatore, estraneo e innamorato, che seguiva i suoi passi con un'inaudita determinazione. Passavo dall'ufficio alla clinica dove stava, alle telefonate ai conoscenti per sapere il più possibile, alle visite dove rifiutava di vedermi e lasciavo ogni volta un regalo, alla sera dove non riuscivo a smettere di pensarci.
Mentre nella sua testa c'era ancora l'eroina, c'era ancora l'incapacità di accettare il decesso di Andrea, c'era il desiderio di sottrarsi ad un futuro che sembrava impossibile da raggiungere, ed io ero solo un dettaglio, uno sconosciuto che senza motivo apparente continuava a non lasciarlo andare ad annegare sul fondo dell'oceano...




by Fabioeclaudio | categoria:
. Tutto perfetto come nei migliori sogni, fin qui... e poi una caduta per le scale ha infilato Claudio nel lettone qui a casa fino a data da destinarsi! Fratture varie, tutto si risolverà per il meglio ma... se una semplice influenza ha attirato qui fiumi di parenti, potete immaginarvi cosa comporta la parziale immobilità! Insomma siamo invasi da sorelle e genitori, gatti scombussolati, Claudio convalescente e io, sempre più disorientato in un appartamento che non riconosco. 