sabato, 27 ottobre 2007,16:21
Incontro [storia]

Dopo una settimana di libero amore detto addio al gesso, siamo pronti a raccontarvi un altro po' di noi. Dove eravamo rimasti?... Scherzo^^...


Sei anni fa studiavo ancora e andavo a caccia di un lavoretto, per motivarmi prima della tesi. Chiedendo in giro mi dicevano tutti di un tipo strano che aveva bisogno di un assistente, ma che non aveva mai presentato richiesta ufficiale. Giravano voci sul suo conto, dalle più fantasiose a quelle che in effetti ho scoperto poi essere vere. Per informarmi andaii a un paio di conferenze tenute da questo "tipo strano" e già alla prima sapevo che quel lavoro doveva essere mio. C'era un magnetismo che dai suoi occhi sempre seri usciva dritto fino ai miei, che rimanevo estasiato ad ascoltare le sue argomentazioni come uno scolaretto che impara a leggere e sente la sua voce mettere insieme le sillabe corrette. Sembra banale, vero? Ma dagli occhi di Fabio sapevo, dal primo giorno, che quello era l'uomo con cui volevo passare il resto dei miei giorni.

Ero un ragazzo del tutto normale, prima di conoscerlo, con relazioni più o meno durature, nessuna che superasse i sei mesi, e lui non ci pensava proprio a riconoscere in me qualcosa di speciale. Mi assunse perchè ero l'unico ad essersi proposto, ad aver insistito anzi, ma senza rivolgermi parola più che per dei comandi freddi. Io assimilavo ogni dettaglio e vivevo per quelle ore, mentre lui assisteva Andrea e dopo la sua scomparsa perdeva completamente la testa.

Ero spettatore, estraneo e innamorato, che seguiva i suoi passi con un'inaudita determinazione. Passavo dall'ufficio alla clinica dove stava, alle telefonate ai conoscenti per sapere il più possibile, alle visite dove rifiutava di vedermi e lasciavo ogni volta un regalo, alla sera dove non riuscivo a smettere di pensarci.
Mentre nella sua testa c'era ancora l'eroina, c'era ancora l'incapacità di accettare il decesso di Andrea, c'era il desiderio di sottrarsi ad un futuro che sembrava impossibile da raggiungere, ed io ero solo un dettaglio, uno sconosciuto che senza motivo apparente continuava a non lasciarlo andare ad annegare sul fondo dell'oceano...
Claudio
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lunedì, 15 ottobre 2007,20:19

Sopra ogni cosa [cose mie]

Mi riprendo lentamente, sempre infarcito di fiction tv per lo più americane, più che degli antidolorifici. O rischio di diventare come il dottor Gregory House? I miei genitori sono tornati a casa dopo una discussione con Fabio. Litigare con lui mi fa sfasare, per me la mia famiglia è una presenza nota e piacevole ma per lui è un'invasione di campo, d'altronde una lista con le priorità è impensabile. Come si può pensare di scegliere tra le radici e l'amore? 

Per fortuna chi mi ha cresciuto conosce quanto ho voluto questa casa, questa vita, questo amore e sa farsi discretamente da parte chiudendo l'uscio dietro sè. Non dovrei scegliere, ma dopo una discussione con Lui non riesco neanche a prendere sonno e lo sento sveglio accanto tra le coperte che mi gira le spalle, chiuso nel suo silenzio che mi ricorda anni passati a cercare di interpretare le distanze. Loro chiudono la porta, Lui rimane sulla sua tazza di caffè, e mi dice: "Posso farlo: posso occuparmi io di te" ed io non ho mai avuto dubbi, non sono mai stato sicuro di niente quanto lo sono di volere Lui sopra ogni cosa.

I miei genitori telefonano per sapere come sto, come stiamo, chiedendo il permesso di passare a trovarmi. Forse non dovrebbe essere così: dovrebbero entrare ed uscire da casa del loro figlio quando vogliono. Ma sopra ogni cosa, questa è la mia casa, la sua casa, la nostra, dove siamo noi a occuparci l'uno dell'altro. Fabio mette da parte i resti della cena presa dal cinese, mentre i gatti gli ruotano attorno, prima di farmi il bagno piano, prima di addormentarci abbracciati.

Come dopo una discussione, quando per la prima volta vince la sua resistenza e le sue labbra incontrano le mie, quando fare l'amore d'un tratto sembra così semplice nonostante il gesso.

Claudio

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sabato, 06 ottobre 2007,15:27
Scoprire [umori neri]

Ho fatto qualche nuova scoperta negli ultimi giorni:

1) Le vittime di qualche frattura dormono per almeno 14 ore al giorno.
2) Per i genitori apprensivi, qualche frattura equivale all'incapacità di intendere e volere.
3) Per i genitori apprensivi, il partner del fratturato è invisibile.
4) Fare l'amore con le vittime di qualche frattura è mooolto complicato.

Fabio
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lunedì, 01 ottobre 2007,19:23

Convalescenza [cose nostre]

Avrei voluto essere più presente, i vostri commenti sono deliziosi, ma qui abbiamo avuto un po' di imprevisti. Circa due settimane fa ho compiuto 34 anni, Claudio mi ha regalato un romantico weekend a Parigi che per me è la città dell'amore . Tutto perfetto come nei migliori sogni, fin qui... e poi una caduta per le scale ha infilato Claudio nel lettone qui a casa fino a data da destinarsi! Fratture varie, tutto si risolverà per il meglio ma... se una semplice influenza ha attirato qui fiumi di parenti, potete immaginarvi cosa comporta la parziale immobilità! Insomma siamo invasi da sorelle e genitori, gatti scombussolati, Claudio convalescente e io, sempre più disorientato in un appartamento che non riconosco.

Sembro buono solo a lamentarmi... E vi confesso che in questi ultimi giorni ho attraversato dei momenti in cui mi sono sentito arrabbiato, frustrato, inutile insomma: ho avuto la sensazione che qualcuno fosse più capace di me nell'occuparsi dell'uomo che amo, sono stato perfino geloso. Ma poi il Dado, che mi capisce meglio di chiunque altro, meglio di me stesso addirittura, mi prende tra le braccia nonostante il gesso e mi sussurra parole alle orecchie, e tutto il male di prima si cancella.

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Fabio

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